Di seguito viene riportato il finale proposto da Aldo Nove, che ha permesso al pubblico di inventare l'inizio della storia. Tra gli incipit pervenuti, verranno selezionati quelli più validi ed originali, che saranno pubblicati nel libretto dedicato all'evento, distribuito in autunno in allegato alla rivista Kult - Mensile delle avanguardie creative.
...Consuelo chiuse gli occhi per fermare le lacrime che siccome Consuelo era un robot degli Anni Settanta erano tutte fatte di benzina normale, quella che non esiste più, quella che c’era prima della benzina super. “Devo perdere questo vizio di continuare a piangere”, disse. Poi le venne in mente che non aveva ancora trovato Rosalino e spalancò gli occhi allarmata.
Il gufo di polibifenili bromurati (PBB, ritardanti di fiamma usati per i pigiamini dei bimbi) stava ancora sbattendo le ali sopra di lei. Consuelo alzò la testa e guardò il gufo. Le svolazzò intorno un’ultima volta, trovò una finestra aperta e volò fuori. Consuelo pensò che a Centralia, in Pennsylvania, la cittadina i cui abitanti sono andati avanti per anni a sbrigare le loro faccende quotidiane mentre nel sottosuolo ardevano fuochi spontanei che originavano esalazioni di minerali tossici, non esistono riviste di meccanica. Poi corse per le scale, facendo i gradini a due a due, gridando “Rosalino, Rosalino!”.
L’incubo era finito.
Rosalino era nel suo letto, sano e salvo, e dormiva profondamente.
Aldo Nove
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